Questo sito utilizza cookies tecnici di terze parti per l'analisi aggregata del traffico allo scopo di ottimizzarne navigazione e contenuti.

Il consumo perfetto è quello che protegge il mare.

Hello Fish! Dai banchi di scuola ai banchi del pesce
27 novembre 2017 ore 11
Segui la diretta dell'evento

Questa settimana l’acquacoltura e la pesca sostenibile ti propongono:

Triglia di scoglio

Triglia di scoglio

Mullus surmuletus

Tipo
Pesce
Qualità carni
Come vengo pescato/allevato
Piccola Pesca Artigianale
Metodi di allevamento
Metodi di cattura
Lenze / Nasse e cestelli / Reti da posta

Energia (kcal)
123,00
Proteine (gr)
15,80
Lipidi (gr)
6,20
Carboidrati (gr)
1,00
Colesterolo (mg)
78,00
Fosforo (mg)
0,00
Omega-3
0,00
Ambiente
Mare
Diffusione internazionale
Oceano Atlantico orientale, dallo stretto di Dover alla Mauritania, Mar Mediterraneo, Mar Nero.
Rischio specie a livello internazionale
Minor preoccupazione (LC - Least Concern).

Diffusione nei mari italiani
Tutti i mari italiani, in particolare nell'alto Adriatico.
Rischio specie a livello nazionale
Minor preoccupazione (LC - Least Concern).
Caratteristiche Organolettiche
Carni saporite e gustose, dall'intenso sapore di mare.
Presenza lische
Alta
Taglia minima consigliata
11 cm
Uso in cucina
Fritte / Forno / In Umido / Arrosto / Bollito

Mesi consigliati
(sostenibilità)
  • Gen
  • Feb
  • Mar
  • Apr
  • Mag
  • Giu
  • Lug
  • Ago
  • Set
  • Ott
  • Nov
  • Dic
Disponibilità
  • Nessuna
  • Bassa
  • Alta

Farfalle e triglie

Pulire le triglie poi aprirle a libro, squamarle, sciacquarle e togliere tutte le lische aiutandosi con una pinzetta. Lavare e tritare il prezzemolo, denocciolare le olive. In una larga padella mettere l'olio, il trito di aglio e prezzemolo ed accendere il fuoco.

Triglie (di fango) arrosto

Ecco un modo molto gustoso di presentare le triglie che sono un pesce aromatico, purtroppo liscoso, ma buonissimo.

Triglie (di scoglio) alla livornese

Ecco uno dei piatti di mare più famosi e gustosi che esalta a pieno il sapore deciso delle triglie che sono le regine del mare. Per questa preparazione si consiglia di usare triglie di un certo calibro.

Etichetta

Ami mangiare il pesce ma vuoi evitare che il mare, depredato da decenni di pesca selvaggia e incontrollata, si trasformi presto in una specie di deserto?
Allora puoi imparare a leggere l’etichetta e a conoscere tutte le informazioni indispensabili per poter scegliere - e acquistare - in modo responsabile.
Tutte le pescherie italiane, infatti, hanno l’obbligo di compilare ogni parte dell’etichetta, indicando, tra le altre cose, la provenienza del prodotto, l’attrezzo con cui è stato pescato o il tipo di allevamento. In che modo queste informazioni possono aiutarti a capire se si tratta di un prodotto sostenibile?
Controlla il metodo di produzione:

Il pesce è pescato?

-Dai un’occhiata agli attrezzi da pesca e scegli quelli della piccola pesca artigianale, gli unici sostenibili perché più selettivi (catturano solo quello che serve, riducendo gli sprechi) e più rispettosi dell’habitat marino.

-Guarda la provenienza del prodotto e orientati su quello pescato nei nostri mari: non ha dovuto affrontare lunghi tragitti per arrivare in pescheria.

-Lo sai che anche il mondo animale ha la sua stagionalità? Esattamente come accade per i vegetali, anche per i pesci ci sono periodi più o meno adatti al consumo, individuati tenendo conto di fattori come le migrazioni e il periodo di riproduzione. Scoprili tutti per essere sicuro di non sbagliare.

-Sii curioso. Per contribuire al ripopolamento delle specie marine più note - e sempre più a rischio di estinzione - inizia a consumare i pesci locali e meno conosciuti. Fanno bene all’ambiente e scoprirai che sono altrettanto buoni.

Il pesce è allevato?

L’acquacoltura è un metodo di produzione sostenibile e in continua evoluzione per aumentare la produzione e ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente. Con l'acquacoltura, i mari e i fiumi hanno la possibilità di ripopolarsi, e allo stesso tempo un'enorme varietà di pesci, molluschi e crostacei allevati è disponibile tutto l'anno.
L'etichetta, inoltre, indica la provenienza del prodotto e ti dà la possibilità di fare i tuoi acquisti in modo più consapevole.

L'acquacoltura

Acquacoltura

Di cosa si parla quando si parla di acquacoltura?
Si parla di metodi e tecniche di allevamento di organismi acquatici come pesci, molluschi, crostacei e piante.
Ma si parla soprattutto di una vera e propria necessità produttiva: di pari passo con l’aumento della popolazione a livello globale, la domanda di pesce è in costante aumento e senza l’acquacoltura non ci sarebbe abbastanza pesce per nutrire la popolazione mondiale. Le catture in mare aumenterebbero in maniera esponenziale, con rischi inevitabili per la sopravvivenza di pesci selvatici e per i delicati equilibri degli ecosistemi marini
Per queste ragioni, l’acquacoltura è la risposta migliore e sostenibile a questo incremento della domanda e non è un caso se questo settore produttivo, tra quelli alimentari, sia uno di quelli in maggiore espansione. Già oggi, ogni anno l’acquacoltura copre circa la metà del fabbisogno di pesce a livello mondiale e i numeri legati all’allevamento sono in continuo aumento.
Eppure, non tutti conoscono bene questa attività e pochissimi sanno che l’Italia è un leader a livello internazionale quanto a qualità delle produzioni, controlli sanitari, sviluppo di tecnologie e ricerca.
Se questo tipo di produzione alimentare è destinata ad avere un ruolo da protagonista assoluta nel futuro del settore ittico, è importante che si riescano a produrre alimenti sempre più sani, controllati, rispettosi dell’ambiente e dei consumatori.*
E i consumatori - te compreso - devono essere in grado di conoscerla, riconoscerla e apprezzarla.

*Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha strutturato un Regime di Qualità Nazionale per l'acquacoltura, in corso di notifica all’Unione europea, un insieme di regole per identificare e promuovere le imprese del settore che si contraddistinguono per la qualità superiore e la sostenibilità dei loro prodotti e processi produttivi.


L’acquacoltura può essere realizzata nel mare, nei fiumi, nei laghi, nelle valli, negli stagni e nelle lagune. L’acquacoltura marina può essere praticata sia in impianti a terra che in impianti in mare, mentre quella di acqua dolce si pratica quasi esclusivamente in impianti a terra.
L’acquacoltura può essere intensiva, estensiva e semintensiva: tre metodi che si distinguono in base a quanto l’uomo interviene concretamente sull’ambiente in cui i pesci vivono, per influenzare le nascite e stimolare la crescita degli animali.

Le categorie

La piccola pesca artigianale

Piccola pesca artigianale

La piccola pesca artigianale si distingue dagli altri metodi di pesca per l’uso di imbarcazioni inferiori ai 12 metri, per il tipo di attrezzi utilizzati - i più selettivi e quindi più sostenibili - e perché i pescherecci non si allontanano mai oltre le 12 miglia dalla costa.
La quantità di esemplari catturata con la piccola pesca è inferiore rispetto, per esempio, alla pesca a strascico o a circuizione praticata dalle grandi imbarcazioni. I suoi metodi di pesca sono più selettivi ed è più facile evitare di catturare specie indesiderate, assicurando così un minor spreco in termini di scarto. Inoltre, questo settore può adattarsi più facilmente alla stagionalità dei processi biologici del mare, con un impatto ridotto sull’ambiente marino e  una sostenibilità di lungo termine senza eguali nel mondo della pesca.
Questo settore rappresenta la principale fonte di occupazione per gli operatori italiani e ha un altissimo valore culturale e socio-economico non solo perché utilizza tecniche tramandate di generazione in generazione e preserva le più antiche tradizioni di pesca, ma soprattutto perché garantisce più equilibrio nel rapporto tra l’uomo e il mare.

Le categorie