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È una forma di allevamento in cui i pesci, i crostacei e i molluschi che vivono in acque salate, salmastre o dolci e che sono allevate sulla terraferma o nelle gabbie marine, vengono nutrite direttamente dagli allevatori. E attraverso l’uso della tecnologia, gli allevatori tengono sotto controllo i livelli di ossigeno delle acque, il ph, la salinità, la temperatura e si occupano di rimuovere le sostanze di scarto.

La densità dei pesci all’interno dei bacini d’allevamento è medio-alta (fino a 40 kg/m3), ma il rischio di inquinamento ambientale si riduce ai minimi termini attraverso una gestione oculata degli impianti e grazie all’uso di tecnologie per la depurazione delle acque sempre più avanzate.

In Italia, dove la forma di allevamento più diffusa è proprio quella intensiva in mare, la filiera è ben controllata e i nostri allevatori si distinguono per la qualità delle produzioni e un basso impatto sull’ambiente.

  1. (intensiva) in acqua dolce su terraferma
    L’acquacoltura intensiva in acqua dolce è una forma di allevamento che si basa sull’utilizzo di bacini artificiali.  Esistono due tecniche di allevamento: il flusso continuo, in cui i bacini sono alimentati dall’acqua del fiume a monte e la restituiscono a valle, e il ricircolo, in cui l’acqua rimane in un circuito chiuso e viene riciclata al fine di farla, appunto, ricircolare nei bacini. I sistemi di ricircolo sono più costosi, ma consentono un migliore controllo delle condizioni di coltura e della qualità dell’acqua.
    In Italia, l’acquacoltura in acqua dolce su terraferma realizza produzioni eccellenti di trote, carpe, pesci gatto, storioni, anguille e salmerini. Vanta inoltre il riconoscimento IGP per le specie salmerino alpino del Trentino e trota iridea del Trentino.
     
  2. (intensiva) in acqua di mare su terraferma
    L’acquacoltura intensiva di specie marine, in particolare di pesci piatti, è una forma di allevamento che viene realizzata anche su terraferma, all’interno di bacini artificiali alimentati con acqua di mare, chiusi e controllati. Il ricircolo di acqua è necessario per la produzione ottimale delle specie marine negli incubatoi e nei vivai.
    In Europa e in Italia, l’acquacoltura di specie marine su terraferma produce soprattutto rombi, sogliole e orate.
     
  3. (intensiva) in mare
    L’acquacoltura intensiva marina è una forma di allevamento praticata in mare aperto, in gabbie galleggianti offshore (al largo) o inshore (sottocosta).
    Gli impianti offshore presentano maggiori difficoltà di gestione e strutture più costose, ma essendo normalmente situati in acque più profonde e soggette a forti correnti, non presentano problemi di accumulo di inquinanti sul fondale. Gli impianti inshore richiedono, invece, prima dell’installazione, un'attenta valutazione dell’impatto ambientale che possono conseguire al loro insediamento in mare.
    In Italia, l’acquacoltura marina produce soprattutto spigole, orate, ombrine e saraghi.