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L’acquacoltura estensiva è una forma di allevamento in cui pesci, crostacei e molluschi, allevati all’interno di lagune, stagni costieri o laghi, si alimentano in maniera autonoma attraverso le risorse fornite dall’ambiente.
Gli interventi dell'acquacoltore si limitano soltanto a introdurre gli esemplari giovani e al controllo dei flussi d’acqua.
L'acquacoltura estensiva, praticata su grandi volumi d’acqua, oltre a costituire un modello di sviluppo valido dal punto di vista economico, ha un ruolo fondamentale per la conservazione degli ecosistemi delle zone umide costiere e del patrimonio paesaggistico.
La densità dei pesci è bassa (fino a 0,0025 kg/m3, e ciò significa che possono muoversi più liberamente) e la loro alimentazione è del tutto naturale, per cui hanno delle carni di altissima qualità, sostanzialmente equivalenti a quelli pescati in mare.
L’acquacoltura estensiva si distingue normalmente in “vallicoltura” e “stagnicoltura”.

  1. La vallicoltura
    La vallicoltura è una forma di acquacoltura estensiva che viene praticata nelle valli e lagune costiere, le cosiddette "valli di pesca”. I pesci, spesso portati dalle correnti marine, vengono allevati all’interno di lagune d’acqua salmastra.
    La vallicoltura è un esempio di interazione virtuosa tra l’attività umana e l'ambiente: l'acquacoltore ha infatti tutto l'interesse ad assicurare l'equilibrio ecologico della valle e a salvaguardare l'ambiente, per garantire la sopravvivenza delle specie allevate.
    L’Italia, dove gli impianti più importanti si trovano soprattutto in Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, vanta eccellenti produzioni di spigole, orate, cefali e anguille.
     
  2. La stagnicoltura
    La stagnicoltura è una forma di acquacoltura estensiva praticata prevalentemente all’interno di stagni e laghi, sia in ambienti d’acqua salmastra che d’acqua dolce. Gli stagni sono costantemente tenuti sotto controllo sia per mantenere inalterato l’equilibrio dell’ecosistema che per favorire lo sviluppo della fauna acquatica.
    In Italia, importanti stabilimenti di stagnicoltura si trovano in Toscana, nel Lazio e in Sardegna, con produzioni di spigole, cefali, anguille e mazzancolle.