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Di cosa si parla quando si parla di acquacoltura?
Si parla di metodi e tecniche di allevamento di organismi acquatici come pesci, molluschi, crostacei e piante.
Ma si parla soprattutto di una vera e propria necessità produttiva: di pari passo con l’aumento della popolazione a livello globale, la domanda di pesce è in costante aumento e senza l’acquacoltura non ci sarebbe abbastanza pesce per nutrire la popolazione mondiale. Le catture in mare aumenterebbero in maniera esponenziale, con rischi inevitabili per la sopravvivenza di pesci selvatici e per i delicati equilibri degli ecosistemi marini
Per queste ragioni, l’acquacoltura è la risposta migliore e sostenibile a questo incremento della domanda e non è un caso se questo settore produttivo, tra quelli alimentari, sia uno di quelli in maggiore espansione. Già oggi, ogni anno l’acquacoltura copre circa la metà del fabbisogno di pesce a livello mondiale e i numeri legati all’allevamento sono in continuo aumento.
Eppure, non tutti conoscono bene questa attività e pochissimi sanno che l’Italia è un leader a livello internazionale quanto a qualità delle produzioni, controlli sanitari, sviluppo di tecnologie e ricerca.
Se questo tipo di produzione alimentare è destinata ad avere un ruolo da protagonista assoluta nel futuro del settore ittico, è importante che si riescano a produrre alimenti sempre più sani, controllati, rispettosi dell’ambiente e dei consumatori.*
E i consumatori - te compreso - devono essere in grado di conoscerla, riconoscerla e apprezzarla.

*Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha strutturato un Regime di Qualità Nazionale per l'acquacoltura, in corso di notifica all’Unione europea, un insieme di regole per identificare e promuovere le imprese del settore che si contraddistinguono per la qualità superiore e la sostenibilità dei loro prodotti e processi produttivi.


L’acquacoltura può essere realizzata nel mare, nei fiumi, nei laghi, nelle valli, negli stagni e nelle lagune. L’acquacoltura marina può essere praticata sia in impianti a terra che in impianti in mare, mentre quella di acqua dolce si pratica quasi esclusivamente in impianti a terra.
L’acquacoltura può essere intensiva, estensiva e semintensiva: tre metodi che si distinguono in base a quanto l’uomo interviene concretamente sull’ambiente in cui i pesci vivono, per influenzare le nascite e stimolare la crescita degli animali.